Restauro
  L'accordo con la Regione Sicilia
Finalmente il restauro! Un milione e 910 mila euro l'importo complessivo ottenuto dall'assessorato regionale ai beni culturali nell'ambito dei fondi del lotto 2002-2003 per il castello.
La gara d'appalto si è svolta nei primi mesi del 2003, dove la Soprintendenza di Messina giocava il doppio ruolo di ente appaltante e progettista.

Tutta l'operazione è stata possibile grazie ad una convenzione di comodato d'uso gratuito, di una parte dell'antico maniero, stipulata tra l'assessore regionale ai beni culturali ed i baroni Nastasi nel luglio del 2002. La parte interessata è quella più bisognosa di un restauro.
Fanno parte dell'accordo, la facciata e le due torri, il loggiato, i sotteranei, l'ala nord ed il salone centrale. Resta fuori dalla convenzione stipulata l'ala sud, tuttora abitata dai propretari.

  I lavori
Iniziati nel settembre del 2003 i lavori proseguiranno fino a tutto il 2005.
Oltre ad un primo intervento di consolidamento, è previsto anche il recupero funzionale del complesso del castello e dell'annesso palazzo baronale.

Per quanto riguarda il castello verrà ripristinata la copertura, che diverrà un terrazzamento come doveva essere originariamente, con due camminatoi che collegheranno la struttura centrale con la torre di sinistra da un lato ed con il loggiato dall'altro.
Per quanto riguarda il palazzo baronale verranno ricostruite le ormai fatiscenti coperture. Inoltre è prevista la realizzazione di tutta la pavimentazione, sia delle stanze laterali che del salone centrale nonchè del terrazzo. Infine il recupero più importante riguarderà i sotterranei per i quali è previsto lo sfruttamento maggiore nel futuro.

  Il futuro
L'ambizioso traguardo, che vorrebbero raggiungere Università e Soprintendenza ai beni culturali di Messina, è una Facoltà universitaria di Conservazione e Restauro, la prima nel Mezzogiorno d'Italia, da insediare, almeno in parte, all'interno del Castello di Roccavaldina.
Altra ipotesi, non meno affascinante, è quella di realizzare all'interno dei sotterranei dell'antica fortezza, un museo delle armi antiche, per le quali la Soprintendenza della provincia stà da tempo cercando una degna collocazione.
Quale che sia il futuro l'importante è che il castello possa tornare ad essere utile per tutta la comunità di questa parte di Sicilia.